Massimiliano Giara
È nato Sassari nel 1975. Dopo aver
conseguito il diploma di maturità artistica in “grafica e
fotografia” all’Istituto statale d’Arte di Sassari, si trasferisce a
Carrara fino al 2001 dove frequenta l’Accademia di Belle Arti nel
corso di scultura.
Qui oltre ad acquisire tutte le
tecniche di questa disciplina entra in contatto con il mondo dei
grandi Scultori che stabilmente vivono e lavorano tra Carrara e
Pietrasanta, rafforzando così la sua formazione. Tra il 2001 e il
2004 vive tra la Sicilia e Roma dove realizza su commissione opere
per collezionisti e privati. Dal 2004 si trasferisce a Roma
definitivamente, dove porta avanti la sua ricerca artistica, che ha
come protagonista la figura, quindi l’uomo, con tutte le sue
sfaccettature.
“I colori dell’Arte” 2006, 1° premio
nella sezione Scultura nella mostra-premio nella Galleria l’Angelo
Azzurro di Roma, curata da Sabina Fattibene.
“Open Art” 2007, Esposizione collettiva con selezione presso le sale
del Bramante in Piazza del Popolo a Roma, curata da Italo
Evangelisti. “Artisti a confronto” 2007, “Galleria l’Acquario” in
via Giulia a Roma, curata da Emilia Simona.
“500° anniversario di via Giulia a Roma” 2008, presso la Galleria
l’Acquario, Roma, curatrice Emilia Simona.
“Pensiero d’Amore” 2009, mostra collettiva presso lo Studio S.
Agata. Roma, a cura di Alfredo Borghini.
“Tabù” 2009, mostra collettiva presso il Convento di San Francesco a
Giffoni Valle Piana (Sa) curata da Salvatore Colantuoni.
Nota critica
È partendo dalla figura, dall’uomo e
dalle riflessioni sul suo essere e sulla sua realtà che prendono
forma le opere di Massimiliano Giara. In esse, la sensibilità
dell’artista rielabora l’esperienza quotidiana vissuta in prima
persona e gli eventi contingenti dell’esistenza umana, suggeriti tal
volta da altri linguaggi artistici.
Passaggio imprescindibile del modus
operandi dello scultore è l’elaborazione grafica: essa si
costituisce di un lavoro intenso ed approfondito, teso a
chiarificare la soluzione compositiva dell’opera in cui si
identifica la carica emozionale primitiva. Nel disegno, la realtà
visiva si sintetizza nelle sue forme primarie e il corpo umano si
carica di un energia deformante. Solo però con il contatto diretto
con la materia si definisce e prende forma concreta e definitiva
l’idea primaria. Nei diversi materiali i volumi acquistano forza e
tensione e la figura libera tutta la sua vitalità espressiva.
L’atto della scultura nasce da un
desiderio di esprimere la propria libertà, dando forma concreta ai
propri pensieri, alle proprie riflessioni e alle proprie emozioni.
Nelle sue opere si sprigiona una energia che va ben oltre la volontà
dell’artista e che trova, ogni volta che si confronta con lo
spettatore, nuova vitalità e nuovi spunti di riflessione.
|